Gli Who e la loro generazione

Gli Who, da sinistra a destra: Keith Moon, Roger Daltrey, John Entwistle,  Pete Townshend

Gli Who, da sinistra a destra: Keith Moon, Roger Daltrey, John Entwistle, Pete Townshend

Era il 1965 quando 4 ragazzi di Londra, conosciuti come The Who, sconvolsero le classifiche musicali inglesi e poi di tutto il mondo, all’inizio con i singoli “Anyway, Anyhow, Anywhere” e “I Can’t Explain” e poi con “My Generation” tratta dall’omonimo album.

Quest’ ultima canzone fu per diversi anni l’ inno del movimento Mod oltre che ad essere passata alla storia, secondo Rolling Stone è la undicesima canzone migliore di tutti i tempi, non solo per la sua orecchiabilità ma anche per l’assolo di basso di notevole difficoltà tecnica eseguito da John Entwistle che poi ispirerà generazioni di futuri bassisti. Altra peculiarità è la voce che all’ inizio di ogni verso è balbettante e che rende ancor più difficile seguire il ritmo per la batteria di Keith Moon.

Il momento clou della canzone resta tuttavia il verso cantato da Roger Daltrey e scritto da Pete Townshend: ” I hope I’ll die before I get old”, ovvero: “Spero di morire prima di diventare vecchio”; verso che era considerato all’epoca scioccante ed eversivo. A distanza di oramai 46 anni credo che sia ancora attuale…

  Andrea Sepiacci

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