John Legend & The Roots: Wake Up!

John Legend & The Roots: Wake Up!

John Legend & The Roots: Wake Up!

“Wake up!” non è il solito album di remake musicali incollati a caso, anzi è      quasi un concept album. In esso si riprendono canzoni degli anni ’60 e primi   ’70, anni di Martin Luther King, della guerra in Vietnam, delle Pantere Nere che  mantengono la loro attualità nell’epoca attuale di Wikileaks, del primo presidente degli  Stati Uniti di colore e di guerre al terrorismo.

Ci si stupisce di come oggi, ci siano vari temi sociali al centro delle discussioni come il razzismo e le guerre, proprio come 40 anni fa nonostante ci siano stati notevoli passi in avanti sia culturali che tecnologici. Questo album vuole quindi prendere il soul come filosofia di vita ed un modo attraverso il quale effettuare un riscatto sociale prendendo spunto dal passato, ma attualizzandolo.

Il progetto comincia a prendere forma durante la compagna elettorale di Obama; vieni fuori solo a settembre 2010 e fa emergere una versione progressiva sia della musica black, grazie ai nuovi arrangiamenti sia di Legend ma anche dei bravissimi componenti dei Roots coordinati da ?uestalove, ma anche nei contenuti.

John Legend & The Roots

John Legend & The Roots

Particolarmente accurata è stata la selezione dei brani in quanto hanno grande impatto musicale e artistico anche se erano poco conosciuti dal grande pubblico. Singolo di lancio è “Wake up everybody“, l’originale è di Harold Melvin & The Blue Notes cantato da Legend con Common e Melanine Fiona. Tra gli altri brani si notano sicuramente: “Compared To What” di Eugene McDaniels prestato a Les McCann ed Eddie Harris, “Little Ghetto Boy” di Donny Hathaway , “I Can’t Write Left Handed” di Bill Withers, senza dubbio il brano più intenso dell’intero album, un omaggio a Marvin Gaye: Wholy Holy”; una superba performance di John Legend che lo elegge come successore indiscusso del grande Marvin, la cover di Nina Simone “I Wish I Knew How It Would Feel To Be Free” ed anche “Hard Times” scritta da Curtis Mayfield. “Humanity” è una sorta di raggae che appare un po’ fuori tema dal punto di vista musicale e “Shine” è l’inedito scritto da Legend.
Il risultato è un album soul\nu soul e un pizzico funky pregevole, di grande impatto emotivo e sonoro, forse un po’ sottovalutato, specialmente in Italia, che consacra definitivamente John Legend e che forse ci permette di salutare il progetto Roots nel miglior modo possibile.

My space: http://www.myspace.com/johnlegend

Photo courtesy of:

http://www.rnbjunk.com

pensiericannibali.blogspot.com

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